Skip to content

WordCamp Verona 2019, il giorno dopo

Scritto da

Simone

Il WordCamp di Verona 2019 è appena finito, sono appena rientrato a casa dopo questi tre giorni veramente emozionanti e stimolanti per la mia crescita professionale.

È stata la mia prima esperienza da speaker e lead al tavolo temi del contributor day (e per una persona timida ed introversa come me è stato un bello shock) e voglio provare a trarre qualche conclusione e riflessione.

Innanzitutto devo fare i complimenti a Carola, Giulia, Giorgia, Lidia e tutto il team di organizer e volontari per il lavoro impeccabile, organizzazione perfetta e avermi fatto sentire come a casa!

Contributor day

Venerdì è stato il giorno del contributor day, il primo per quanto mi riguarda come co-lead del tavolo temi supportato dal bravissimo Alessandro.
La gestione di un tavolo al contributor day non è per niente semplice ma siamo riusciti ad introdurre un minimo il processo di theme review e nel pomeriggio abbiamo commentato il codice di un tema sviluppato da un giovane partecipante, in qualche modo diciamo che siamo riusciti a passarci un bella giornata ricca di discussioni.

Conferenza

Le mie aspettative per questo WordCamp devo dire che erano molto alte, il pubblico dei WordCamp è generalmente composto da professionisti anche di alto livello, avevo il terrore di fallire miseramente e non ricordami più niente, insomma, la mia sindrome dell’impostore giusto pochi minuti prima di entrare in sala è tornata alla ribalta prepotentemente!

Veniamo alla prima lezione che ho imparato: mettere sempre in conto che possono esserci dei problemi tecnici ed è fondamentale non perdere la calma e rimanere concentrati.
Il microfono ad archetto ha iniziato a funzionare male e spegnersi in modo casuale, abbiamo cercato di sistemarlo ma siamo dovuti tornare a quello tradizionale. Questo piccolo inconveniente ha rischiato di mandarmi in crisi, ed effettivamente ho saltato un paio di frasi che mi ero preparato, sono andato lungo con i tempi e ho dovuto tagliare alcune parti improvvisando.

La seconda lezione che ho imparato è che se si vuole fare live coding (il mio talk prevedeva in conclusione un 10 min di live coding) forse è meglio impostare l’intero talk in questo modo perché il passaggio non è semplice e in questo caso senza il microfono ad archetto è stato particolarmente rocambolesco, salvato da Giulia che si è prestata a tenere il microfono mentre provavo a scrivere!

La terza lezione: imparare a scrivere un talk che intrattenga il pubblico, non un polpettone per tecnici.
Era la prima volta, ho voluto portare un argomento forse un pò troppo ambizioso per essere condensato in 30 minuti senza averne le capacità, mi è servito da lezione, pensavo di potercela fare ma su questo punto ho fallito miseramente e ho allo stesso tempo imparato tantissimo (come per esempio chiedere aiuto alla super coach Simona).

Con questa esperienza mi porto a casa un grandissimo bagaglio di conoscenza, spunti sul quale riflettere e tanta voglia di riprovarci al più presto perché in fondo, anche se ci sono stati problemi e dentro di me sento di aver fatto un pò schifo, mi sono divertito un sacco e abbiamo fatto tante discussioni costruttive sul mio talk e non solo soprattutto all’after party, una su tutte una lunghissima chiacchierata con Riccardo che è stata veramente stimolante e divertente!

Una parentesi sui talk di quest’anno, tutti veramente belli e speaker bravissimi, se dovessi sceglierne uno direi senza ombra di dubbio il talk di Simone Mignami sull’accessibilità, tema di un’importanza incredibile, per giunta Simone è un ragazzo simpaticissimo ed estremamente preparato con il quale ho avuto il piacere di scambiare anche due parole e spero di poter incontrare nuovamente al prossimo WordCamp.

Ora andiamo a prendere i biglietti per il WordCamp Milano 2019!

Unisciti alla discussione

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.